Energia: nell’Ue le rinnovabili raggiungono il 16% dei consumi totali. Diminuiscono le emissioni di gas a effetto serra

(Bruxelles) Riduzione complessiva dei consumi energetici totali; diminuzione delle emissioni di gas a effetto serra (nel 2015 erano del 22% inferiori ai livelli del 1990); aumento della quota di energie rinnovabili che ha raggiunto il 16% del consumo Ue lordo di energia finale. Sono alcuni degli elementi che emergono dalla seconda relazione sullo stato della “Unione dell’energia”, resa nota oggi dalla Commissione europea. Il vicepresidente Maros Sefcovic, responsabile per l’Unione dell’energia, ha dichiarato: “L’Unione dell’energia non si occupa solo di energia e clima, ma intende accelerare la fondamentale modernizzazione dell’economia europea nel suo complesso, trasformandola in un’economia a bassa emissione di carbonio ed efficiente nell’uso dell’energia”. “Dovremo inoltre migliorare la dimensione esterna dell’Unione dell’energia, per rafforzare il ruolo di leadership mondiale dell’Ue”. Dal 3 febbraio Sefcovic realizzerà un “tour europeo” per verificare sul campo la situazione della produzione, distribuzione e consumo di energia, da quella derivante dal petrolio alla nucleare, fino alle fonti rinnovabili, che nell’Ue hanno raggiunto il 16% del totale.
Miguel Arias Cañete, commissario per l’Azione per il clima e l’energia, ha aggiunto: “L’Europa è sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi al 2020 in materia di clima ed energia. Nonostante l’attuale incertezza geopolitica, l’Europa prosegue nella transizione verso l’energia pulita”. “Non ci sono alternative. E i fatti si commentano da soli: le energie rinnovabili sono ora più competitive e talvolta più a buon mercato dei combustibili fossili, danno lavoro a oltre un milione di persone in Europa, attraggono maggiori investimenti rispetto a molti altri settori, e hanno ridotto di 16 miliardi di euro la nostra fattura per le importazioni di combustibili fossili”.

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