Sant’Ambrogio: mons. Delpini (Milano) pronuncia il “discorso alla città”. La “regola delle decime” e la “Chiesa delle genti”

Nel suo discorso alla vigilia della festa patronale di sant’Ambrogio, il vescovo di Milano, mons. Mario Delpini, propone anche la “regola delle decime. “È una pratica buona molto antica, attestata anche nella Bibbia, un modo per ringraziare del bene ricevuto, un modo per dire il senso di appartenenza e di condivisione della vita della comunità. La regola delle decime invita a mettere a disposizione della comunità in cui si vive la decima parte di quanto ciascuno dispone. Ogni dieci parole che dici, ogni dieci discorsi che fai dedica al vicino di casa una parola amica, una parola di speranza e di incoraggiamento. Se sei uno studente o un insegnante, ogni dieci ore dedicate allo studio, dedica un’ora a chi fa fatica a studiare. Se sei un cuoco affermato o una casalinga apprezzata per le tue ricette e per i tuoi dolci, ogni dieci torte preparate per casa tua, dedica una torta a chi non ha nessuno che si ricordi del suo compleanno…”. “Se tra gli impegni di lavoro e il tempo degli impegni irrinunciabili, disponi di tempo, ogni dieci ore di tempo libero, metti un’ora a disposizione della comunità, per un’opera comune”. La stessa logica “diventa interessante se applicata non più soltanto alle singole persone e alla gestione del loro tempo individuale, ma viene proiettata anche sui corpi sociali e sulle azioni che regolano la costruzione della Milano e della Lombardia del domani”.
Non da ultimo, Delpini ribadisce i “compiti” della Chiesa: “Per dare a tutti la sicurezza che come Chiesa ambrosiana intendiamo impegnarci in prima persona in questo esercizio, ricordo il cammino che ho appena chiesto alla diocesi di intraprendere. Ho da poco avviato un Sinodo minore, il cui scopo – come espresso bene dal titolo ‘Chiesa dalle genti’ – è favorire una Chiesa che nel suo quotidiano sappia essere sempre più accogliente e capace di unità, mostrando come Dio ci rende un popolo solo, guarendo le paure che seminano diffidenza e donandoci la gioia che genera comunione e solidarietà”.

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