Elezioni in Honduras: mons. Garachana (presidente vescovi), “grazie al Papa per vicinanza e sensibilità”

“Abbiamo diffuso le parole del Papa ovunque, in tutte le chiese. Il Santo Padre ha mostrato una grande vicinanza e sensibilità, pensando a noi che siamo un Paese così piccolo. Ci ha ricordato l’importanza di cercare un cammino di pace”. Lo racconta al Sir mons. Ángel Garachana Pérez, vescovo di San Pedro Sula e presidente della Conferenza episcopale honduregna, intervistato sulla situazione di incertezza e tensione che si respira nel Paese, a dieci giorni dalle elezioni presidenziali e dopo gli scontri di venerdì scorso che avrebbero provocato la morte di sette persone. “Serve un grande sforzo per consolidare e sanare le istituzioni pubbliche, oggi cadute nel discredito”, spiega il presidente dei vescovi. Al nuovo Governo è chiesta maggiore trasparenza rispetto al partito oggi al potere, che non ha cercato l’interesse del popolo”. Al tempo stesso “è necessaria in Honduras una forte coscienza civica, il coinvolgimento della società civile. Si tratta di dimensioni finora molto deboli, nella nostra società”. In continuità con il precedente messaggio diffuso durante la campagna elettorale, mons. Garachana enumera rapidamente i maggiori problemi che il nuovo Governo si troverà ad affrontare: “Sono tanti, ma soprattutto tre: la povertà, o meglio la grande iniquità sociale; l’enorme corruzione, che pervade tutte le istituzioni pubbliche e private; la violenza, molto diffusa nel Paese, che non si può debellare solo con interventi di ordine pubblico, con la militarizzazione della società. Piuttosto servono politiche di prevenzione ed educazione”.

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