Papa in Myanmar e Bangladesh: conferenza stampa aereo, per ora niente viaggio in Cina. In India nel 2018

“Il viaggio in Cina per il momento non è in preparazione”. Lo ha detto il Papa, rispondendo alle domande dei giornalisti sul volo di ritorno dal Bangladesh. Francesco ha fatto riferimento alle parole pronunciate, sempre in aereo, tornando dalla Corea: “Quando mi hanno detto che stavamo sorvolando il territorio cinese, e se volevo dire qualcosa, dissi che mi sarebbe piaciuto tanto visitare la Cina. Mi piacerebbe, non è una cosa nascosta”. “Le trattative con la Cina sono di alto livello culturali”, ha reso noto Francesco a proposito dei rapporti tra la Cina e la Santa Sede: “Oggi, per esempio, in questi giorni, c’è una mostra dei Musei Vaticani in Cina, poi ce ne sarà una dei Musei cinesi in Vaticano… I rapporti culturali, scientifici, i professori, preti che insegnano all’Università statale cinese, ce ne sono… Questa è una cosa. Poi c’è il dialogo politico, soprattutto per la Chiesa cinese, con quella storia della Chiesa patriottica e della Chiesa clandestina, che si deve andare passo passo, con delicatezza, come si sta facendo. Lentamente. Credo che in questi giorni, oggi o domani, incomincerà una seduta a Pechino della Commissione mista. E questo, con pazienza. Ma le porte del cuore sono aperte. E credo che farà bene a tutti, un viaggio in Cina. A me piacerebbe farlo”. Riguardo al viaggio da cui è appena tornato, Francesco ha ricordato che il primo progetto “era di andare in India e in Bangladesh, ma poi le procedure sono andate per le lunghe”. Il rinvio, però, “è stato provvidenziale, perché per visitare l’India ci vuole un solo viaggio: devi andare al sud, al centro, all’est, all’ovest, al nord per le diverse culture dell’India”. “Spero di poterlo fare nel 2018, se vivo!”, l’auspicio del Papa.

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