Patriarca Kirill: una “rapida soluzione pacifica dei problemi legati ai combattimenti nell’est dell’Ucraina”

Secondo quanto riferiscono i media Ucraini è effettivamente avvenuto lo scambio di prigionieri tra Ucraina e separatisti del Donbass, secondo l’accordo siglato il 25 dicembre scorso in un incontro presso la residenza patriarcale nel monastero Danilov di Mosca, presieduto dal patriarca Kirill di Mosca con Aleksandr Zacharčenko e Leonid Pasechnik, leader dei separatisti, e Viktor Medvedchuk, rappresentante dell’ala pro-russa in Ucraina. “Il processo è stato molto difficile e la nostra Chiesa vi ha preso parte nella misura del necessario”, aveva dichiarato Kirill dopo l’incontro, elogiando il “contributo della Chiesa ortodossa ucraina nella persona di Sua Beatitudine il Metropolita Onufry”. L’accordo riguardava la liberazione di 306 prigionieri separatisti in cambio di 74 ucraini. Nell’incontro del 25 dicembre Kirill aveva tuttavia dichiarato che “non tutti coloro che sono stati catturati durante il conflitto armato nell’est dell’Ucraina appaiono nelle liste esistenti” e aveva espresso l’auspicio che “ulteriori sforzi portino in futuro alla liberazione di tutti coloro che sono in prigione”. Il patriarca aveva spiegato come “per la Chiesa ortodossa russa questa sia una questione molto importante” dal momento che “il gregge della Chiesa russa si trova su entrambi i lati del conflitto armato”. “La Chiesa russa si addolora quando il fratello alza la mano contro suo fratello”, aveva dichiarato Kirill chiedendo “una rapida soluzione pacifica dei problemi legati ai combattimenti nell’est dell’Ucraina” poiché “il conflitto che toglie la vita a tante persone non è necessario a nessuno, ma richiede sforzi da entrambe le parti perché si arresti”.

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