Gentiloni: stop a legge sullo ius soli è “un difetto dell’azione di governo”. “Chi semina esclusione raccoglie odio”

La mancata approvazione della legge sullo ius soli rappresenta “un difetto dell’azione di governo” in quanto “non siamo riusciti a mettere insieme i numeri necessari”, “ma il modo migliore per archiviare per tanti anni la legge sarebbe stato farla bocciare”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni nella conferenza stampa di fine anno. “Sono convintissimo dell’importanza di questa norma – ha sottolineato il presidente del Consiglio – perché il futuro si gioca sulla nostra capacità di non escludere”, mentre “chi semina esclusione raccoglie odio”. Gentiloni si è detto invece molto soddisfatto per i risultati raggiunti sui temi migratori. “Il 2017 è stato un anno di svolta”, ha affermato. “Il nostro Paese dev’essere orgoglioso per la sua capacità di accoglienza – ha aggiunto il premier – e per aver dimostrato allo stesso tempo di essere capace di infliggere colpi durissimi ai trafficanti di esseri umani”. Gentiloni ha ricordato il primo corridoio umanitario dalla Libia attivato recentemente e ha descritto il “processo epocale” in corso da migrazioni gestite da gruppi criminali a migrazioni “controllate, legali e sicure”. In questa chiave ha sostenuto che debba essere letta anche la presenza italiana in Niger, definito “principale Paese di transito dei flussi migratori”.

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