Papa Francesco: udienza, “emarginati e disprezzati primi destinatari di salvezza”. “Essere dono per chi non ha mai avuto un gesto d’amore”

foto SIR/Marco Calvarese

“Nel Natale possiamo vedere come la storia umana, quella mossa dai potenti di questo mondo, viene visitata dalla storia di Dio. E Dio coinvolge coloro che, confinati ai margini della società, sono i primi destinatari del suo dono, cioè la salvezza portata da Gesù”. Questo l’ultimo aspetto evidenziato da Papa Francesco nella catechesi dell’udienza generale odierna incentrata sul significato del Natale del Signore Gesù. “Loro – ha osservato a braccio – erano disprezzati, mal visti e a loro apparve la grande notizia. Con i piccoli e i disprezzati Gesù stabilisce un’amicizia che continua nel tempo e che nutre la speranza per un futuro migliore”. Proprio a queste persone, infatti, “rappresentate dai pastori di Betlemme, ‘apparve una grande luce’ che li condusse dritti a Gesù”. “Con loro, in ogni tempo – ha fatto notare il Pontefice – , Dio vuole costruire un mondo nuovo, un mondo in cui non ci sono più persone rifiutate, maltrattate e indigenti”. Di qui l’esortazione a “essere dono di Dio per gli altri prima di tutto per coloro che non hanno mai sperimentato attenzione e tenerezza”. “Ma quanta gente nella sua vita mai ha sperimentato una carezza un’attenzione di amore, un gesto di tenerezza – ha aggiunto a braccio -. Il Natale ci spinge a farlo”. “Così – ha concluso – Gesù viene a nascere ancora nella vita di ciascuno di noi e, attraverso di noi, continua ad essere dono di salvezza per i piccoli e gli esclusi”.

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