Gerusalemme: Alfano (ministro Esteri), “sul suo status necessario un negoziato tra le parti all’insegna del dialogo e non della violenza”

“Gerusalemme è molto più di una città, è una missione comune tra ebrei cristiani e musulmani”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, intervenendo alla conferenza internazionale per gli 800 anni della Custodia di Terra Santa, promossa dall’Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa, aperta oggi, a Roma. “Sullo status di Gerusalemme l’Italia è convinta che debba esserci un negoziato tra le parti all’insegna del dialogo e non della violenza”. La posizione del governo, di cui si è fatto portavoce il ministro, è la definizione “fra israeliani e palestinesi di un processo basato sulla soluzione di due Stati”. Una posizione che, da un lato, “non cambia i rapporti con gli israeliani” e, dall’altro, tiene “immutato l’impegno italiano nello sviluppo democratico e sociale della Palestina”. Il ministro è poi tornato a ribadire che “la custodia dei luoghi sacri assurge ad attività politico-diplomatica”. “La Custodia della Terra Santa non si è limitata a custodire, ma ha investito in socialità”. Alfano ha ricordato l’impegno condotto nell’istruzione “coinvolgendo studenti cristiani, ebrei e musulmani”. “Siete stati bravi maestri di dialogo e sapienza, aprendo le aule a studenti di ogni credo, contro cattivi maestri dell’odio e dell’ignoranza”, ha ribadito rivolgendosi al custode, padre Francesco Patton. Infine, un riferimento alla situazione vissuta in Siria e Iraq dove “Daesh ha dimezzato la popolazione cristiana”. “Nella piana di Ninive era maggioritaria, ora conta meno del 20%”. Adesso la sfida è compiere un passo avanti, “un dialogo inclusivo e non la vendetta per evitare una recrudescenza del terrorismo”.

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