Sanità: Lorenzin (ministro), “sistema sanitario è investimento”. Bilanciare innovazione, qualità, sostenibilità per assicurare diritto di cura a tutti

Il “sistema sanitario e centrale nelle politiche di sviluppo e va considerato come un investimento”. Non ha dubbi Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, intervenuta alla presentazione del primo Rapporto Enpam-Eurispes sul sistema sanitario italiano. Ricordando che i nuovi Lea “sono stati fatti con il contrasto agli sprechi e il recupero dei fondi grazie alla Consip”, il ministro afferma: “In materia di devices medici serve un bilanciamento tra qualità, accessibilità e sostenibilità economica”. Lorenzin cita quindi “il fondo che ci ha permesso di curare i malati di epatite C a costi sostenibili e il fondo per l’innovazione tecnologica per malati oncologici”, ossia “il fatto di aver garantito farmaci salvavita a tutti rendendo strutturali i due fondi fuori dal budget”. L’obiettivo è ora “garantire alle regioni più virtuose di procedere sempre meglio e aiutare quelle meno virtuose a uscire dal girone infernale. Occorre tenere insieme gli interessi delle diverse realtà territoriali trovando un meccanismo di riequilibrio per garantire a tutti i cittadini gli stessi servizi, almeno quelli essenziali”. La riorganizzazione ospedaliera va fatta “sulla programmazione dei fabbisogni sulla base dei quali si sviluppa lo sblocco del turnover dicendo stop alle assunzioni motivate da altri interessi, e in base a questi criteri si fanno i concorsi”. Approvato di recente un nuovo provvedimento sulle tariffe per le farmacie, “nel quale – annuncia – abbiamo inserito anche i galenici. La farmaceutica territoriale è sotto controllo, quella che non regge è l’ospedaliera: c’è bisogno di una nuova governance”. Uno speciale ringraziamento ai Nas, “grazie ai quali continuiamo a fare operazioni di controllo su tutte le Rsa, sui farmaci e sugli alimenti”. La grande sfida per i prossimi cinque anni è “trovare nuove forme per mantenere un sistema di altissima qualità e garantire a tutti accesso a cure innovative”. Di fronte al dilemma etico del costo di 600mila euro del nuovo farmaco per la leucemia infantile: “Non possiamo accettare che la salute venga gestita come un prodotto finanziario. Abbiamo bisogno di un visione condivisa non solo italiana ma anche con gli altri grande buyer internazionali. Garantire una vera equità – conclude il ministro – è assicurare a chiunque la possibilità di cura”.

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