Sanità: Enpam/Eurispes, precariato, insufficienza organici, invecchiamento medici rischiano di generare vuoti

Precariato, insufficienza degli organici, forte invecchiamento del personale sanitario che in particolare nella medicina generale (medico di base e pediatra di libera scelta) rischia nel futuro prossimo di generare vuoti incolmabili. Questi alcuni punti critici rilevati dal primo Rapporto sul sistema sanitario italiano (Ssn), “Il termometro della salute”, realizzato da Fondazione Enpam e da Eurispes e presentato oggi a Roma. Secondo dati del ministero della Salute aggiornati al 2012 il comparto assorbiva 45.437 medici di medicina generale. La Federazione italiana dei medici di famiglia prevede che circa 21.700 medici di base andranno in pensione entro il 2023, mentre il numero dei giovani medici “in ingresso” non sarà superiore alle 6mila unità. “Questo – afferma il Rapporto – significherà una carenza di 16mila medici di base e la quasi certezza che entro il prossimo decennio almeno un terzo dei residenti nella Penisola non potrà avvalersi del medico di famiglia”. I servizi ospedalieri assorbono il 44,4% degli addetti, di questi il 18% è impiegato per mansioni amministrative. Nelle Regioni sottoposte a piani di rientro si fa sempre più ricorso a lavoro precario per sopperire alla carenza di personale causata dal mancato turn-over. Con riferimento al 2011, nelle strutture della sanità pubblica opererebbero almeno 35mila figure precarie, tra cui 10mila medici. Gli odontoiatri sono 37.047 (Istat-Rcfl-2016), ma in confronto ad altri Paesi europei la quota di quelli che lavorano nella sanità pubblica è tra le più basse, nel 2016 il 2,9%, ovvero a meno di 1.100 unità. Le cure dentarie sono dunque sostanzialmente a carico delle famiglie, incidendo fortemente sulla spesa sanitaria totale.

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