Sanità: Enpam/Eurispes, liste d’attesa troppo lunghe. Malasanità soprattutto in Sicilia e Calabria

Ulteriore nodo del servizio sanitario italiano, rilevato dal primo Rapporto Enpam – Eurispes presentato oggi a Roma, la lunghezza delle liste di attesa per le visite specialistiche e per i ricoveri ospedalieri, che ha prodotto riflessioni critiche sul ruolo e il reale funzionamento dell’intramoenia per il quale gli italiani hanno sborsato nel 2015 ben 1.118.395.000 di euro contro una spesa in ticket di 1.403.626.000 di euro. Dalla relazione conclusiva del 2013 della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, emerge che in circa 4 anni (aprile 2009 – dicembre 2012) il numero di denunce al vaglio dell’attenzione parlamentare aveva raggiunto quota 570. Fra queste, 400 relative a casi che hanno comportato la morte del paziente. Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia, 107 in Calabria, 63 nel Lazio, 37 in Campania. Oltre la metà dei decessi (232, il 58%) è riferibile a Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Un quadro che evidenzia forti differenze territoriali: le regioni del Nord che registrano meno criticità rispetto al Sud, e quelle sotto Piano di rientro e sono maggiormente esposte. “L’evoluzione pur faticosa dei piani di rientro di molte regioni, il varo dei nuovi Lea e delle nuove politiche vaccinali – conclude il rapporto -, fanno ritenere che, comunque, il sistema non sia ‘immobile’, e che per alcuni versi siano state imboccate le strade giuste in un rapporto più equilibrato tra autonomia ragionale e ministero della Salute”.

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