Sanità: Enpam/Eurispes, Italia investe il 14,1% della spesa pubblica. Due milioni e 200mila gli operatori

L’Italia investe il 14,1% della spesa pubblica per mantenere il proprio sistema sanitario, l’1,1% meno della media europea. L’Irlanda è il Paese che vi dedica la quota più alta (19,3%), ma questa spesa incide solo per il 5,7% del proprio Pil. Cipro è il Paese che spende per la sanità la percentuale più bassa della spesa pubblica, pari al 2,6% del proprio Pil. A rivelarlo è il primo Rapporto sul sistema sanitario italiano, presentato oggi a Roma presso il ministero della Salute. Intitolata “Il termometro della salute”, la ricerca è realizzata dalla Fondazione Enpam e da Eurispes e sotto l’egida dell’Osservatorio su salute, previdenza e legalità istituito dai due enti nello scorso gennaio. Secondo il Rapporto illustrato da Alberto Baldazzi, ricercatore Eurispes, nel 2015 gli operatori impegnati nel comparto sono stati 1.796.000. Considerando la quota di lavoro nero che si annida soprattutto nell’area della cura alla persona, è legittimo ritenere che a questi si debbano aggiungere tra le 300mila e le 400mila unità, portando il totale a circa 2.200mila addetti, ovvero ad una quota vicina al 10% del totale occupati del Paese. Per il presidente Eurispes, Gian Maria Fara, “nonostante i ritardi e i problemi, il nostro Sistema sanitario nel confronto internazionale rimane uno dei migliori al mondo per la capacità di assicurare la salute dei nostri cittadini”.

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