Ius soli: p. Ripamonti (Centro Astalli), “sarebbe una grande sconfitta per il senso della civiltà nel nostro Paese” l’affossamento della legge

“Sarebbe una grande sconfitta per il senso della civiltà nel nostro Paese”: così padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, commenta oggi al Sir l’affossamento della legge sullo ius soli, che molto probabilmente non sarà approvata entro la fine della legislatura. “Non si è capita la portata di questa legge,  che serviva a dare ai nuovi cittadini italiani una appartenenza vera, perché sono persone nate e cresciute qui”, dice a margine dell’inaugurazione a Roma nei nuovi locali della mensa per richiedenti asilo e rifugiati. In vista della campagna elettorale padre Ripamonti si augura che il tema immigrazione “non sia utilizzato in maniera strumentale e conflittuale solo per accaparrare voti ma siano fatte proposte per aiutare davvero il nostro Paese”. Anche rispetto alla situazione romana, il presidente del Centro Astalli invita a “non strumentalizzare il tema dell’accoglienza perché i romani patiscono gli effetti della crisi e non è il caso di fomentare una guerra tra poveri”. Nella capitale, anche in queste giornate fredde, si vedono sempre più poveri in strada e sotto i ponti, in maggioranza persone senza fissa dimora ma anche richiedenti asilo o rifugiati usciti dai Centri di accoglienza straordinaria, che non hanno un posto dove alloggiare: “Stiamo chiedendo alle istituzioni di fare in modo che rientrino nei circuiti dell’accoglienza. Certo, la politica degli sgomberi non ha aiutato”.

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