Argentina: Università Cattolica, la povertà è al 31,4%. Colpisce un minore su due

Agustin Salvia, direttore dell'Osservatorio sul debito sociale dell'Università Cattolica di Buenos Aires

L’Osservatorio sul debito sociale dell’Università Cattolica di Buenos Aires (Uca) ha diffuso la scorsa settimana dati allarmanti: in base a quanto emerge dall’inchiesta che periodicamente viene condotta nella società argentina, i poveri sono il 31,4% della popolazione e il 48,4% dei minori di 14 anni vive in famiglie povere. In termini nominali si tratta di 5,2 milioni di bambini, un quinto dei quali vivono in famiglie che non possono garantire loro un’alimentazione di base. Secondo il rapporto, il fatto che la metà dei bambini argentini venga educata e cresca in famiglie che non possono procurarsi i beni e servizi essenziali è un fattore che tende a riprodurre la condizione di povertà. L’inchiesta dell’Uca mette in evidenza anche il fattore della disuguaglianza tra i diversi settori e segnala che il 10% della popolazione più povera percepisce il 2% del totale delle entrate, mentre il 10% più ricco ne percepisce il 32%. Ancora, il 10% più ricco guadagna in media tra le 15 e le 18 volte di più del 10% più povero. “Nonostante si sia registrato un miglioramento dell’economia, questo non si riflette nell’indice di povertà”, ha affermato il direttore dell’Osservatorio Uca, Agustin Salvia, presentando il rapporto. “In Argentina continua ad esserci un terzo della popolazione in condizione di povertà strutturali”, ha aggiunto. “I risultati dimostrano che gli effetti redistributivi auspicati da alcuni politici non hanno raggiunto gli strati più bassi e danno conto che per questi ci sono maggiori difficoltà ad uscire dalla loro condizione”, ha spiegato Salvia. Comparando il 2015 con il 2017, “ci sono meno poveri ma abbiamo un maggior indice di indigenza e ad ogni modo i poveri sono più poveri del 2015”.

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