Polonia: mons. Gadecki (Conferenza episcopale) per una legge contro l’aborto eugenetico

“Auspico che le autorità intraprendano senza indugio le azioni necessarie ad eliminare dalla legislazione vigente la possibilità di togliere la vita ai bambini non nati nei quali si sospetti una malattia o una malformazione”, ha dichiarato il presidente dei vescovi polacchi monsignor Stanislaw Gadecki al Santuario della santità della vita di Poznan. Il presule, mostrando preoccupazione per il progetto di legge che vieti l’aborto “eugenetico”, ha parlato anche di un’altra iniziativa promossa alla fine dell’ottobre scorso da un centinaio di parlamentari e volta a che la Consulta riconosca l’incompatibilità con la Carta costituzionale della legge che dal 1993 autorizza aborto nei casi di violenza, serio pericolo per la salute della madre nonché gravi malattie o malformazioni del feto. In parlamento il dibattito sul divieto dell’aborto eugenetico è slittato intanto a gennaio prossimo, nonostante il progetto sia sostenuto da quasi un milione di cittadini. Secondo i sondaggi oltre la metà di polacchi condannano l’interruzione volontaria di gravidanza, la quale secondo varie organizzazioni femminili invece dovrebbe essere possibile anche per “ragioni sociali”.
Nel 2016 le proteste delle donne che rivendicavano “il diritto a disporre del proprio corpo” fecero desistere la maggioranza parlamentare dall’introduzione delle restrizioni in materia. Secondo i dati ufficiali, in Polonia all’anno vengono praticati poco più di mille aborti di cui oltre il 90 per cento per ragioni “eugenetiche”, mentre le organizzazioni femminili affermano che il numero di aborti illegali superi centomila casi l’anno.

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