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Comece: mons. Kockerols su Europeinfos, “Ue adolescente in cerca di identità”. Il ruolo della Chiesa nell’Europa di oggi

(Bruxelles) “L’Ue non è principalmente un’enorme struttura di istituzioni. Era intesa come comunità”, una “comunità di nazioni, naturalmente, ma principalmente di esseri umani, chiamati a lavorare per il bene comune”. La puntualizzazione arriva da mons. Jean Kockerols, vescovo ausiliare di Mechelen-Bruxelles e vicepresidente della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). Sul numero di dicembre di Europeinfos, il mensile della Comece, il vescovo si dice dispiaciuto del fatto che “in molti Paesi e anche nella Chiesa locale, manchi il senso della storia e della memoria” per cui si dimenticano i motivi che hanno spinto i Paesi europei a unirsi 60 anni or sono, motivi pienamente condivisi dal cristianesimo “religione di pace e di riconciliazione”. La dimensione della speranza, propria del cristianesimo, è ciò di cui hanno bisogno oggi gli europei, spesso “svogliati”. Se l’Europa è una “nonna”, come Papa Francesco l’ha definita, per altri aspetti è anche un’“adolescente che scopre la libertà”, che deve imparare “la responsabilità” e a superare le proprie “paure e affanni”. “La ricerca dell’identità e a quale comunità appartenere è una sfida-chiave per un’adolescente come per gli europei di oggi”, scrive mons. Kockerols. “Siamo catalani o spagnoli o europei? Abbiamo identità multiple” e ciò ha “conseguenze che possono essere comprese in modi molto diversi”, ma la Chiesa può “aiutarci a scoprirlo come una chance”, “ad accogliere un destino comune, senza ignorare le nostre altre identità”.

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