Immigrazione: 205.000 accolti nel 40% dei comuni. +9000 negli Sprar

Nelle strutture italiane, al 15 luglio 2017, sono ospitati in tutto 205mila migranti. Oggi il 40% dei comuni italiani – in tutto 3.231 – accoglie richiedenti asilo sul proprio territorio. I posti per i beneficiari degli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) sono oggi 35.000, aumentati quindi in un anno di 9mila unità, grazie agli accordi tra Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e Viminale per una accoglienza più equa e controllata dei migranti nei territori, e strutture sempre meno “impattanti”, per favorire l’integrazione e superare la logica dell’emergenza. È quanto emerge dal Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2017 realizzato da Anci, Caritas italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes, Servizio centrale dello Sprar e in collaborazione con l’Unhcr, presentato oggi a Roma. In 5 anni sono quintuplicati i richiedenti asilo accolti dalla rete Sprar, quasi la metà si inseriscono completamente nella società:  tra il 2012 e il 2016 il numero di persone accolte è quintuplicato, passando dalle 7.823 del 2012 alle 34.039 del 2016. A livello nazionale, l’accoglienza diffusa dello Sprar è presente inoltre nel 51,4% dei Comuni con meno di 5mila abitanti. Dei 205mila migranti presenti nelle strutture di accoglienza al luglio 2017, 158.607 sono ospitati dai Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e 31.313 dagli Sprar. Se in termini assoluti le Regioni più coinvolte nell’accoglienza sono Lombardia (13,2%) e Campania (9,3%), è in Toscana ed Emilia-Romagna che si è quasi pienamente realizzato il principio dell’accoglienza diffusa sostenuto dall’Anci e perseguito grazie agli accordi con il Viminale: in Toscana l’83% dei Comuni accoglie richiedenti asilo, in Emilia-Romagna il 78,1%. Ma secondo un censimento di Medici senza frontiere tra i 6mila e gli 8.800 migranti vivono in insediamenti informali, esclusi quindi dai percorsi di accoglienza formali. Solo a Roma sono tra i 2.250 e i 2.880.

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