Celam: nel 2018 Congresso a 50 anni dalla Conferenza di Medellín. A inizio dicembre incontro con i politici cattolici dell’America Latina

Il Celam (Consiglio episcopale latinoamericano) annuncia sul suo sito la celebrazione di due importanti incontri. Dal 23 al 26 agosto 2018 un Congresso celebrerà a Medellín il 50° anniversario della storica seconda Conferenza generale dell’Episcopato latinoamericano, che si tenne proprio nella città colombiana nel 1968, alla presenza anche di papa Paolo VI (fu il primo viaggio di un Papa in America Latina).
Il Congresso sarà promosso dal Celam, dalla Confederazione latinoamericana dei religiosi e delle religiose e dal Segretariato Caritas dell’America Latina e Caribe, oltre che dall’arcidiocesi di Medellín, e si terrà nei locali del Seminario, gli stessi che ospitarono la Conferenza del 1968.
“Il Congresso – si legge nel comunicato che annuncia l’evento – punta a riconoscere con gratitudine l’applicazione della Conferenza di Medellín nelle nostre Chiese particolari, ad approfondire alcuni dei temi fondamentali che sono ancora attuali, ad esaminare nuovi segni dei tempi e a progettare un’azione di evangelizzazione che, partendo dallo spirito di quella Conferenza, si arricchisca grazie al Magistero più recente della Chiesa latinoamericana e soprattutto grazie all’insegnamento di papa Francesco”.
Si tratta, perciò, di “commemorare ma anche di rendere possibile per il futuro il messaggio di Medellín come una chiave di volta per la Chiesa del continente, in dialogo con la Chiesa universale”.
L’altro appuntamento, il primo in ordine di tempo, viene promosso a Bogotá dal Celam e dalla Pontificia Commissione per l’America Latina (Cal) dal 1° al 3 dicembre. Si tratta del primo incontro con i cattolici con responsabilità politiche dell’America Latina.
I promotori si pongono l’obiettivo di offrire l’occasione per “uno scambio di esperienze, testimonianze e riflessioni sull’esperienza di laici cattolici che di assumono responsabilità politiche”. Sono invitati sia politici con attuali responsabilità di governo, sia persone che hanno esercitato tali responsabilità in passato.
L’idea di fondo è cercare di individuare il possibile contributo dei cattolici, nel quadro del dialogo democratico e del pluralismo delle opzioni politiche, sulla scia della Dottrina sociale e del magistero di papa Francesco su temi come “la custodia della vita, il matrimonio e la famiglia, l’importanza dell’educazione, la crescita accompagnata da giustizia ed equità, l’inclusione dei più emarginati, le politiche per il lavoro di tutti, la riabilitazione della dignità della politica, la promozione della partecipazione popolare, la custodia della casa comune, la lotta al narcotraffico e ad ogni tipo di dipendenze, corruzione e violenze, la costruzione della pace”.

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