Papa in Myanmar: Messa a Yangon, no alla “vendetta”. Guarire le “ferite della violenza” con “il balsamo della misericordia”

Per essere “testimoni della riconciliazione e della pace”, bisogna saper dire no alla vendetta e sì al “balsamo della misericordia”. È la ricetta del Papa per sanare le “ferite della violenza, sia visibili che invisibili”, frutto di un conflitto durato 50 anni. “So che molti in Myanmar portano le ferite della violenza, sia visibili che invisibili”, ha detto Francesco nell’omelia della Messa a Yangon: “Pensiamo che la cura possa venire dalla rabbia e dalla vendetta. Tuttavia la via della vendetta non è la via di Gesù”, il monito del Papa, “la via di Gesù è radicalmente differente”. “Con il dono dello Spirito, Gesù rende capace ciascuno di noi di essere segno della sua sapienza, che trionfa sulla sapienza di questo mondo, e della sua misericordia, che dà sollievo anche alle ferite più dolorose”, ha assicurato Francesco: “Nel dono dell’Eucaristia, non solo riconosciamo, con gli occhi della fede, il dono del suo corpo e del suo sangue; noi impariamo anche come trovare riposo nelle sue ferite, e là essere purificati da tutti i nostri peccati e dalle nostre vie distorte”. “Rifugiandovi nelle ferite di Cristo – l’invito al popolo del Myanmar – possiate assaporare il balsamo risanante della misericordia del Padre e trovare la forza di portarlo agli altri, per ungere ogni ferita e ogni memoria dolorosa. In questo modo, sarete fedeli testimoni della riconciliazione e della pace che Dio vuole che regni in ogni cuore umano e in ogni comunità”.

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