Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Catania, arresti e sequestri per 30 milioni. Siria, almeno 18 morti per nuovo bombardamento. Caregiver, fondo triennale da 60 milioni

Criminalità organizzata: blitz Dia di Catania, sequestri per oltre 30 milioni di euro

Imprenditori, funzionari amministrativi e membri dei clan Cappello e Laudani di Catania sono i destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare eseguiti nelle prime ore di oggi dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) di Catania, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) del capoluogo etneo. Le persone coinvolte sono accusate di una gestione illecita della raccolta dei rifiuti nei Comuni di Trecastagni, Misterbianco e Aci Catena, con diramazioni nella Sicilia Orientale. Le forze dell’ordine hanno anche effettuato sequestri di società per un valore complessivo di 30 milioni di euro. L’operazione, denominata Gorgòni, ha visto impegnate 150 unità del personale della Dia di Catania, supportate dai Centri operativi di Palermo, Reggio Calabria, Caltanissetta, dalla Dia di Roma e dalla Sezione operativa di Messina.

Siria: almeno 18 morti per bombardamento nella Ghouta Orientale

Sono almeno 18 le persone morte, tra le quali due bambini, a causa di un nuovo bombardamento effettuato dal regime siriano nella Ghouta Orientale, area ribelli all’Est di Damasco. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, i feriti sono invece 45. Meno di 24 ore prima, un altro bombardamento aveva provocato la morte di 23 persone nella regione della Ghouta, dove circa 400mila persone vivono tra molte difficoltà, in assenza di cibo e medicinali. Ai negoziati per la pace in Siria, convocati a Ginevra, è incerta la partecipazione del regime di Bashar Al-Assad. Staffan de Mistura, inviato speciale delle Nazioni Unite, ha fatto sapere che Damasco non ha confermato la propria presenza al tavolo dei negoziati.

Politica: manovra 2018 da domani al Senato. Approvato emendamento per 60 milioni in 3 anni a favore dei caregiver

A partire da domani sarà all’esame del Senato la manovra 2018. Ieri, intanto, la Commissione bilancio ha dato il via libera all’unanimità ad un emendamento che prevede l’istituzione, presso il ministero del Lavoro, di un Fondo per il sostegno del titolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione iniziale di 60 milioni di euro equamente distribuiti per gli anni 2018, 2019, 2020. Si tratta del primo provvedimento per tutelare i caregiver, cioè coloro che assistono famigliari con disabilità o malattie gravi. Ne potranno beneficare le persone e si prendono cura del coniuge, di una delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso e del convivente di fatto ma anche di un familiari entro il terzo grado di parentela che, a causa di malattia, infermità o disabilità, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé. La Commissione bilancio ha approvato anche un emendamento che prevede uno sconto fiscale per tutelare le librerie. Via libera anche ad un finanziamento totale di 150mila euro per il cimitero monumentale delle vittime del Vajont, dichiarato monumento nazionale dal decreto del presidente della Repubblica del 2 ottobre 2003.

Nucleare: nei segnali radio captati dal Giappone possibile nuovo test missilistico della Corea del Nord

La Corea del Nord starebbe preparando un nuovo test missilistico nucleare. È quanto riferisce il governo giapponese, che ha affermato di aver captato segnali radio a riguardo. Le immagini satellitari, comunque, al momento non confermano tali sviluppi. La tensione nella penisola coreana continua però a rimanere alta. E se la Corea del Nord potrebbe decidere di proseguire i test missilistici dopo la decisione degli Stati Uniti, lo scorso 20 novembre, di mettere il Paese nella lista di stati che sponsorizzano il terrorismo internazionale, ieri il viceministro degli Esteri russo, Igor Morgulov, a Seul per l’annuale Asian Conference riferendosi al possibile utilizzo di armi nucleari dei nord coreani ha riconosciuto che “uno sviluppo apocalittico della situazione della Penisola coreana esiste e non possiamo girarci dall’altra parte”. “Spero che il senso comune, il pragmatismo e l’istinto di auto-preservazione – ha aggiunto – prevalgano fra i nostri partner per escludere uno scenario così negativo”.

Argentina: acqua nelle batterie probabile causa dell’esplosione del sottomarino San Juan

“Acqua è entrata dallo snorkel (la presa d’aria) nella sala delle batterie elettriche e questo ha causato un cortocircuito e un principio di incendio. Procediamo in immersione con metà potenza. Vi terremo aggiornati”. Quanto scritto nell’ultimo messaggio inviato dal sottomarino argentino San Juan il 15 novembre scorso è ritenuta essere la causa della scomparsa del sommergibile, con a bordo 44 marinai, nell’Oceano al largo della Patagonia. La Marina argentina ha impiegato 12 giorni per rivelarlo. Poco dopo l’ultima comunicazione inviata dal sommergibile, i sistemi di allerta sottomarini della difesa Usa e dell’Organizzazione sulle Proibizione dei test Nucleari hanno segnalato una potente esplosione che potrebbe essere stata generata dall’implosione del San Juan, che, se l’incendio si è propagato, ha causato il cedimento strutturale o innescato la deflagrazione dei siluri a bordo.

Ecuador: terremoto di magnitudo 5.4, nessuna vittima

Un sisma di magnitudo 5,4 è stato registrato a Guayaquil, nel sud-ovest dell’Ecuador, poco dopo le 21 locali, le 2 di questa mattina in Italia. L’ipocentro è stato localizzato a circa 30 chilometri di profondità. La scossa è stata avvertita in diverse aree del Paese, ma al momento non risultano vittime o danni alle cose. A Bali, invece, a causa delle ceneri e del rischio di un’eruzione del vulcano Agung, le autorità indonesiane hanno deciso di prorogare di altre 24 ore la chiusura dell’aeroporto internazionale dell’isola.

Libano: Hariri chiede a Hezbollah di sfilarsi dall’impegno militare

Il premier libanese Saad Hariri, che su richiesta del presidente Michel Aoun ha sospeso le proprie dimissioni, in un’intervista televisiva a una tv francese, ha spiegato di voler rimanere alla guida del governo soltanto se Hezbollah, il movimento sciita alleato dell’Iran, si sfilerà dall’impegno militare che lo vede protagonista su diversi fronti. “Il Libano – ha affermato Hariri – non può risolvere una questione come quella degli Hezbollah. Si tratta di una questione regionale, perché gli Hezbollah sono in Libano, Siria, Iraq, ovunque. Questo a causa dell’Iran. Occorre una soluzione politica regionale”. Intanto ieri il capo Aoun ha avviato le consultazioni con i rappresentanti delle forze politico-confessionali. Tra i primi ad essere sentiti Mohammed Raad, capo del blocco parlamentare di Hezbollah, che siede nel governo di unità nazionale guidato da Hariri nato nel 2016.

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