Pena di morte: Orlando (Italia), “no a tornare indietro. Contro terrorismo rafforzare cooperazione giudiziaria internazionale”

“In un mondo minacciato dal terrorismo e segnato da una crescente domanda di sicurezza da parte dei cittadini c’è il rischio di considerare la pena di morte una questione secondaria rispetto ai grandi temi. Ma dire sì alla pena di morte significa scordarci dei valori che ci rendono esseri umani”. Il monito è del ministro della Giustizia Andrea Orlando, intervenuto al X Incontro internazionale dei ministri della Giustizia per “Un mondo senza pena di morte” in corso a Roma. Di fronte al rischio di una sua reintroduzione “a fronte degli atti di terrorismo e di criminalità violenta – avverte Orlando – la domanda di sicurezza deve essere compatibile con l’idea di giustizia che ci caratterizza. Dobbiamo essere in grado di combattere una battaglia culturale per evitare di tornare indietro considerando la pena capitale l’unico rimedio per contrastare il crimine. È invece necessario rafforzare la cooperazione internazionale anche a livello giudiziario per dare una risposta chiara e forte alle sfida del terrorismo”. Il governo italiano, ha quindi aggiunto, “sostiene la campagna di sensibilizzazione dell’Onu a favore della moratoria della pena capitale e quelle di alcune Ong sulla pubblicazione dei dati relativi alla pena di morte. Una maggiore conoscenza concorre ad una messa in discussione dell’efficacia dissuasiva di questa modalità di pena”. Orlando mette inoltre in guardia anche da una pena di morte “conseguenza dell’indifferenza degli Stati: l’idea di chiudersi nei propri confini rimuovendo quanto avviene in altri Paesi è una forma di complicità. Oggi all’Italia e all’Europa è chiesta una più forte e intima coerenza, non possiamo giraci dall’altra parte rispetto alla violazione dei diritti umani che si consuma in molti Paesi. La pena di morte non è questione secondaria, non possiamo permetterci indifferenza”.

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