Pena di morte: Aujar (Marocco), “gradualmente verso abolizione”. Saiko (Guinea), “da quest’anno completamente abolita”

“Il diritto alla vita è stato inserito per la prima volta come diritto supremo nella nostra Costituzione, una grande vittoria per i democratici e gli attivisti dei diritti umani”. Ad affermarlo con profonda soddisfazione è Mohamed Auajar, ministro di Giustizia del Marocco, parlando al X Incontro internazionale “Un mondo senza pena di morte” in corso alla Camera dei deputati per iniziativa della Comunità di Sant’Egidio, del ministero degli Esteri italiano e della Confederazione svizzera e alla presenza di ministri della Giustizia e di rappresentanti di 30 Paesi di tutti i continenti. In Marocco il Consiglio degli Ulema ha riscritto le norme sull’apostasia stabilendo che non rischia più la pena di morte chi abbandona l’Islam. Auajar presenta una panoramica delle riforme istituzionali nel Paese, tra cui quelle dei Codici di diritto civile e penale, per “armonizzarli alle convenzioni internazionali”. Il Marocco, conclude, “è sulla via che conduce gradualmente all’abolizione della pena di morte”. Cheik Saiko, ministro della Giustizia della Guinea, ricorda che le ultime esecuzioni nel Paese risalgono al 2002. “Da quella data – spiega – siamo entrati in una situazione di moratoria di fatto. L’abolizione della pena di morte è un vecchio dibattito che sembra non avere fine, c’è chi afferma che è necessaria per contrastare la criminalità; c’è invece chi, come me, ritiene non sia né utile né proporzionata”. Nel 2017, con l’adozione del nuovo codice militare, la Guinea è divenuta completamente abolizionista dopo che il Parlamento nell’ottobre 2016 aveva adottato un nuovo codice di procedura penale che eliminava la pena di morte dalle sanzioni applicabili.

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