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Norvegia: dottoressa anti-abortista vince il ricorso contro il comune di Sauherad. Dovrà essere riassunta come medico di base

La dottoressa anti-abortista Katarzyna Jachimowicz ha vinto il ricorso contro il comune di Sauherad e dovrà essere di nuovo assunta come medico di base. Così si conclude la vicenda di Katarzyna Jachimowicz, polacca e cattolica, medico di base in Norvegia dal 2010, licenziata nel dicembre 2015 perché non aveva rinunciato all’obiezione di coscienza riguardo all’applicazione della spirale, metodo anticoncezionale che può avere conseguenze abortive. Il tribunale di Sauherad, dove la dottoressa esercitava, aveva dato ragione all’azienda sanitaria municipale che l’aveva licenziata, interpretando come “discriminante” la scelta della Jachimowicz e in forza di una legge nazionale in vigore dal 2014 che “obbliga i medici di base a inserire personalmente alle pazienti le spirali”. Ora la Corte d’appello di Agder ribalta la sentenza perché “un medico generico che muove obiezioni di coscienza non può perdere l’incarico solo perché ha riserve contro la spirarle, se il Comune non può dimostrare che questo rifiuto compromette in toto la possibilità dei pazienti di ottenere l’inserimento della spirale”. “Sono soddisfatto delle conclusioni della Corte: questo giudizio è una vittoria per la libertà di coscienza”, ha dichiarato il vescovo di Oslo mons. Bernt Eidsvig. La posizione della dottoressa è sempre stata che la legge norvegese in questione è in conflitto con quanto previsto sulla libertà di coscienza dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

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