Mostre Musei Vaticani-Città Proibita: Jiancheng, “rafforzerà l’amicizia tra Cina e Vaticano”

“Un evento che supera le frontiere, il tempo e unisce le culture e che rafforzerà ulteriormente  l’amicizia tra la Cina e il Vaticano e favorirà la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Vaticano”. Così Zhu Jiancheng, segretario generale del China Culture Investiment fund, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione delle due mostre che, a marzo, avranno luogo in contemporanea presso i Musei Vaticani e nella Città Proibita a Pechino. “Oggi, nel XXI secolo, ci auguriamo che sulla spinta del progetto ‘One Belt, one Road’  proposto dal presidente Xi Jinping, svolgeremo attivamente lo scambio di cultura e arte tra Cina e Vaticano”, l’auspicio dell’esponente cinese: “Insieme promuoveremo la civiltà di tutto mondo e il progresso dell’umanità”. “Sono fermamente convinto che l’imminente esposizione sino-vaticana contemporanea aprirà un nuovo capitolo negli scambi culturali fra il popolo Cinese e il Vaticano, affinché ci sia l’avvicinamento e la comprensione tra due Paesi con profonda cultura tradizionale”, la tesi di Jiancheng, secondo il quale “questo evento ha un significato molto importante nella promozione della mutua comprensione e della fiducia reciproca tra le due parti”. Poi la citazione di un antico filosofo cinese, il Maestro Han Fei Zi: “I rapporti tra le  nazioni dipendono dalla vicinanza tra i popoli, la vicinanza tra i popoli dipende dalla  comunicazione dei cuori. Tutti sappiamo che questo è anche il pensiero di Papa Francesco”. “La Cina ha una lunga storia di diplomazia di pace”, ha ricordato il relatore: “Già 2100 anni fa la Cina aprì la Via della  Seta e promosse lo scambio fra la cultura orientale e quella occidentale.  Lo scambio culturale precede la diplomazia”. Il Fondo cinese per gli investimenti nella industria e nella cultura (China Culture Industry Investment Fund) è stato fondato nel 2011 dai dipartimenti  governativi competenti della Rpc, ma è “un’organizzazione non governativa che si dedica a promuovere la cultura e gli scambi culturali con altri Paesi”, ha precisato Jiancheng, rendendo noto che “ha già svolto una serie di attività significative nel campo della cultura e della diplomazia per la pace nel mondo”. ” Il 31 maggio di quest’anno, due grandi opere del maestro Zhang Yan sono state donate da  noi, a nome del popolo cinese, al Papa”, ha ricordato: “Era la risposta al saluto rivolto da Papa Francesco nel 2014 al segretario generale Xi e al popolo cinese”. All’inaugurazione della mostra nella Città Proibita di Pechino, ha detto Jiancheng rispondendo alle domande dei giornalisti, saranno presenti personalità istituzionali vaticane e cinese legate alla promozione della cultura. Analoga presenza, ha confermato la direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, per l’inaugurazione della mostra in contemporanea a Roma.

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