Settimana sociale: mons. Santoro (Cei), “a Cagliari è nato un nuovo metodo per il futuro”

(dall’inviata a Cagliari) “Le Settimane Sociali di Cagliari hanno segnato una vera novità di metodo, che è persino più importante delle singole buone pratiche identificate e delle proposte per l’Italia e per l’Europa”. Ne è convinto mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali, concludendo la 48ª edizione tenuta in questi giorni a Cagliari. “Il metodo è stato vissuto a vari livelli dal cammino preparatorio fatto dal Comitato promotore della Settimana, ai lavori fatti in molte diocesi, al Progetto Policoro e particolarmente dai Cercatori di LavOro che, in questo caso è consistito nel mettersi in cammino per incontrare sui territori i 10, 100, 400 innovatori che hanno creato o favorito la creazione di buon lavoro: imprese, istituzioni formative, amministrazioni”, ha sottolineato il vescovo: “Ne è uscita una fotografia del Paese dove a trainare sono la manifattura di qualità che rilocalizza in Italia e cerca lavoratori qualificati che spesso non trova, il settore socio-assistenziale sempre più importante con i servizi alla persona, l’economia che valorizza il genius loci dei nostri territori, enogastronomia, arte, storia e cultura”. Nell’appuntamento di Cagliari, inoltre, “i 100 tavoli hanno lavorato per estrarre da queste buone pratiche suggerimenti per risolvere la piaga della mancanza di lavoro, di un lavoro degno nel nostro paese”. “Cagliari è solo una tappa intermedia tra il percorso preparatorio che ha portato alla raccolta delle buone pratiche e il percorso futuro”, ha affermato Santoro: “Questa rivoluzione di metodo può diventare un processo permanente in grado di informare, disseminare, innovare e valutare favorendo nascita e riproducibilità sul territorio”.

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