Norcia, un anno dopo: card. Parolin “portare a termine le opere progettate e quelle avviate, snellendo nei limiti del possibile le procedure”

(dall’inviato a Norcia) – “Tutte le istituzioni civili, ecclesiali e private cooperino con alacrità e costanza, in sintonia con le popolazioni interessate, affinché, quella sinergia dimostrata nei primi tempi dopo il sisma continui e, anzi, si intensifichi, in modo da portare a termine le opere progettate e quelle avviate, snellendo nei limiti del possibile le procedure. Si compia in tal modo ogni sforzo per evitare lo spopolamento di diversi borghi, ripetutamente feriti dagli eventi tellurici, che li hanno coinvolti in questi decenni, con crolli e diffuse lesioni”. È l’appello che il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha lanciato questa mattina, dalla piazza di san Benedetto, a Norcia, dove ha celebrato la messa per il primo anniversario delle scosse del terremoto del 26 e 30 ottobre 2016, che fecero seguito a quella devastante del 24 agosto, che colpì il Centro Italia. “Auspico pertanto – ha aggiunto il segretario di Stato vaticano – una corale e decisa azione che muova risorse e intelligenze per ricostruire, insieme alle case e alle Chiese, anche l’animo delle persone, per sconfiggere la paura e la rassegnazione, due calamità invisibili, eppure gravi quasi quanto un terremoto”. “La facciata di questa basilica di san Benedetto, ingabbiata nei ponteggi della ricostruzione – ha detto il cardinale – è l’emblema del sisma, ma è ancora di più la prova della capacità dell’essere umano di risollevarsi, di tornare a sperare, a guardare in alto verso il Cielo e, con la forza di questo sguardo, tornare verso la terra e porre tutta l’intelligenza, la maestria, la fantasia e l’impegno al servizio di un corale riscatto, per risollevare, insieme alle mura delle case, dei luoghi di lavoro e delle chiese, anche il morale delle persone e delle comunità e la gioia di vivere”.

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