Settimana sociale: Pigliaru (presidente Sardegna), “la crescita economica ha valore quanto più va di pari passo con quella sociale delle persone”

(dall’inviato a Cagliari) – “Quando si parla di lavoro, in tempi di populismo imperante che promette facili e immediate soluzioni che non esistono, è davvero fondamentale farlo con la massima umiltà e con la consapevolezza che abbiamo di fronte un problema enorme da affrontare con serietà”. È partito da questa considerazione Francesco Pigliaru, presidente della Regione Sardegna, nel suo intervento questa mattina alla terza giornata della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani in corso da giovedì a Cagliari. “Serietà – ha spiegato – non significa promettere cose che si faranno ma rendicontare ciò che si è fatto, con umiltà e determinazione”. Pigliaru ha quindi raccontato le “riforme profonde” annunciate e poi tradotte dalla giunta sarda in azioni di governo: “più lavoro, sanità migliore capace di ridurre il fenomeno della migrazione sanitaria, istituzioni più semplici ed efficienti, trasporti capaci di mitigare l’insularità, agricoltura più produttiva e meno soggetta alle crisi periodiche”. Il presidente della Sardegna ha poi parlato di come si sia cercato di “favorire una crescita inclusiva, che sostenga politiche di equità”. “La crescita economica ha valore quanto più va di pari passo con la crescita sociale delle persone e quanto più è in grado di generare risorse per la creazione di politiche capaci di affrontare i problemi dei più deboli, dei territori che vivono da decenni lo spopolamento, delle persone che hanno perso il lavoro o che hanno problemi di salute, che vivono sotto la linea della povertà”. “Inclusione significa pari opportunità”, ha proseguito Pigliaru, elencando i provvedimenti attuati nel campo dell’istruzione, sia con interventi per la riqualificazione di 900 scuole sia con decine di progetti formativi, in quello delle politiche attive o rispetto ai centri per l’impiego, o quelli riguardanti il reddito di inclusione. Il presidente della Regione ha poi confermato che “ci sono giovani pronti a misurarsi con la sfida di dare vita a qualcosa dal nulla che crea poi lavoro”. A tal proposto c’è un progetto per “aiutare centinaia di giovani di talento”. In Sardegna, c’è l’“esperienza del microcredito” ma anche un gap nelle infrastrutture, che “genera disoccupazione”, anche se la regione è la nona delle 300 in Europa per investimenti nella banda larga. “Vogliamo investire più intensamente – ha affermato – per colmare un terribile gap infrastrutturale. Per questo riteniamo sproporzionato e ingiusto l’attuale livello di accantonamenti che ci impone il governo. Questi riducono in maniera significativa le nostre entrate e la nostra capacità di combattere povertà e arretratezza”.

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