Settimana sociale: Gentiloni (premier), “in Italia è possibile la ripresa con lavoro”. No al caporalato

(dall’inviata a Cagliari) “Siamo in una fase di ripresa economica, ma non dobbiamo enfatizzare questa immagine pensando che le cicatrici aperte con la crisi degli ultimi anni siano già rimarginate”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo alla terza giornata della Settimana sociale. “Sappiamo che la ripresa economica e la maggiore occupazione non sono necessariamente sinonimi”, ha puntualizzato il premier, secondo il quale, tuttavia, “c’è in Italia la possibilità di una ripresa con lavoro”. “Senza lavoro i valori fondamentali che sono alla base della nostra società fanno fatica a resistere”, ha ammonito Gentiloni citando “la dignità, la famiglia, la comunità: per questo è fondamentale rimettere al centro il lavoro e vi ringrazio di averlo fatto”, il tributo del premier alla platea di oltre mille delegati che hanno ascoltato il suo intervento durato circa mezz’ora: “Sarà di utilità al governo, ma soprattutto alla Chiesa e alla società”, ha assicurato. “Il lavoro libero – ha detto il premier citando il primo degli aggettivi del lavoro presenti nel tema della Settimana, mutuato dall’Evangelii gaudium di Papa Francesco – è anzitutto un lavoro libero dalle forme più atroci di sfruttamento, che violano le leggi, il principio di umanità, dove non ci sia spazio per la pratica odiosa del capolarato”, in cui sono coinvolti 400mila lavoratori, in gran parte migranti. “E’ una condizione che non possiamo abituarci a tollerare”, il monito: l’impegno del governo, intanto, è quello a “rafforzare i controlli, favorire l’erosione e la repressione”, coinvolgendo i lavoratori, le organizzazioni agricole e i sindacali.

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