Settimana sociale: Furlan (Cisl), serve “patto intergenerazionale”. Inclusione è anche “ius culturae”

(dall’inviata a Cagliari) Un “patto intergenerazionale”, a partire dalla “funzione sociale” del lavoro. Ad invocarlo è stata Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, durante la tavola rotonda in corso a Cagliari su “Il senso del lavoro umano e le sfide dell’innovazione”. “Ritrovare il senso sociale del lavoro”, la proposta: “lavoro per i nostri giovani e per chi oggi ha tra i 50 e i 60 anni, entrambe categorie che rischiano di diventare in tempi molto brevi le prime vittime del cambiamento”. “Il tema della conoscenza – la tesi della Furlan – è il vero futuro del lavoro”, sia per i giovani che per gli anziani: di qui la necessità di chiedersi “cosa significa immaginare i percorsi formativi e come coniugarli con le imprese”. “Se dotiamo uomini e donne di competenze che offrono la possibilità di partecipare a creare lavoro, partendo dalla funzione sociale di quest’ultimo, produciamo una ricchezza che attraverso la partecipazione, l’equità e la giustizia diventa fonte di benessere per un popolo”, ha assicurato la segretaria generale della Cisl, che si è soffermata anche sul tema dell’inclusione, obiettivo essenziale da porsi in un momento in cui “vediamo qualche barlume di uscita dalla crisi”. Inclusione, ha spiegato Furlan, è anche “ius soli, o meglio ius culturae, che attraverso il riconoscimento della cittadinanza ci porti a guardare al futuro in modo più inclusivo”.

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