Settimana sociale: Dotti (On impresa sociale), “serve un’alleanza tra adulti che autorizzi esperienze d’impresa negli oratori”

(dall’inviato a Cagliari) – “Serve un’alleanza tra adulti che autorizzi esperienze d’impresa negli oratori. Soldi veri, non stage”. Lo ha affermato questa mattina Johnny Dotti, amministratore di On impresa sociale, nella tavola rotonda “Giovani, scuola, formazione, lavoro” nell’ambito della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani in corso Cagliari. Riallacciandosi ad un passaggio della relazione che il card. Bassetti ha tenuto a Cagliari due giorni fa, Dotti ha spiegato che gli oratori possono diventare spazi per “esperienze di libertà” per consentire ai giovani di intraprendere iniziando, per esempio, con il “ristrutturare mobili, coltivare i campi della Chiesa, realizzare un sito per vendere le cose ritrovate nelle cantine”. Più in generale, secondo Dotti, bisogna “entrare in una fase di esperienze istituenti di natura educativa. Esperienze che non sono già istituite a priori, che non conoscono tutti i processi”. Per questo è necessaria “un’alleanza dentro le comunità per far vivere delle esperienze reali e di libertà ai ragazzi”. “Esperienze che significano anche rischi, ma questa è la vita”, ha commentato. Dotti ha concluso con un invito ai presenti: “non confondiamo gli strumenti e i dispositivi con la passione dell’educare. Prima ci dev’essere questa, poi vengono le riforme”. La “riqualificazione continua del lavoratore” è uno dei punti toccati da Alberto De Toni, rettore dell’Università di Udine. “È il nuovo articolo 18”, ha affermato, aggiungendo che “dobbiamo lavorare sulla riqualificazione, investendo sul ‘lifelong learnig’ che è l’apprendimento continuo”. “Stiamo facendo troppo poco – ha denunciato – ed è un’autentica priorità”. Il rettore ha parlato anche delle diversità dell’Italia con gli altri Paesi relativamente al connubio scuola/università e lavoro. “L’alternanza scuola-lavoro è il cambiamento più importante fatto nell’ultimo secolo nella scuola italiana. Un che dobbiamo accompagnare”. L’ultima riflessione è stata invece dedicata al dualismo tra tecnologia e uomo. “Guardate – ha evidenziato – che il valore più grosso che le aziende oggi creano sono sul tema ‘human’, con l’innovazione ‘human based’ ad alto tasso di estetica, design, esperienza, emozione”. “Più che quello dell’industria 4.0 il tema vero è lo ‘human 4.0’. Sono gli uomini che tornano al centro”. “A fare la differenza – ha proseguito – non è il ‘digital divide’ ma lo ‘human divide’. Noi dobbiamo riportare gli uomini al centro dei processi di cambiamento. E la tecnologia è uno strumento”.

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