Europa: Jahier (Cese), “resistere alla frammentazione, reagire al rischio di una Ue che si congedi dalla storia”

“La nostra fortuna è stata quella di aver saputo costruire un progetto di unità che è stato un successo 60 anni. La nostra sfida è saper resistere alle tremende pressioni interne ed esterne di frantumazione e divisione, rinnovando questa unità, affinché possa nuovamente dare forma concreta alla libertà, alla democrazia, al progresso economico e sociale, basato sulla coesione, la solidarietà e l’innovazione”. Luca Jahier, presidente del Gruppo III del Comitato economico e sociale Ue (Cese), fa parte della delegazione italiana a “(Re)thinking Europe”, incontro sul futuro dell’Ue promosso in Vaticano da Comece e Santa Sede. “In un tempo così ansiogeno, dove alle policrisi sistemiche che viviamo da 8 anni si aggiunge oggi una crisi di valori e futuro, basata sulla paura e sulle tentazioni egoistiche di chiusura, tipiche di tutte le grandi transizioni, il ruolo dei cristiani nel nostro continente è ancora più cruciale”, spiega al Sir.
Ruolo necessario “per stare con i piedi per terra, parlare il linguaggio della vita e sviluppare azioni concrete, quali quelle incluse nell’ottima Dichiarazione di Roma. Per guardare lontano e in alto, alimentando una visione basata sui valori, un profondo percorso di rinnovamento in tutti i campi della crescita economica e dell’organizzazione sociale e territoriale, verso un’Europa sostenibile, una ritrovata missione nel mondo di oggi, aperti al dialogo, alla costruzione della pace e del progresso con i vicini dell’Est, del Mediterraneo e dell’Africa”. Il ritorno di un impegno politico oggi è importante per “reagire al rischio di un’Europa che si congedi dalla storia, rendendo più solidi e riconoscibili i tanti segni di speranza che sono già in opera”.

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