Europa: Boncompagni (esperto politiche Ue), “valorizzare capitale umano, culture plurali e innovazione tecnologica di cui il continente è leader”

“La crisi dell’Europa appare come crisi economico-finanziaria e politico-istituzionale, radicandosi nell’abbrutimento dei rapporti personali anche a livello familiare, educativo e lavorativo. Il vero deficit democratico consiste, quindi, nella mancanza di visione prospettica e di dialogo tra diversi e nella promozione sorda di interessi particolari che perdono di vista il bene di tutti e di ciascuno”. Angiolo Boncompagni, esperto in politiche europee di educazione e cultura, fa parte della delegazione italiana all’incontro “(Re)thinking Europe” in corso in Vaticano. “L’obiettivo di vivere bene il cambiamento epocale in corso, per dare un futuro comune all’Europa dei nostri figli, implica quindi – spiega al Sir all’inizio della seconda giornata del programma – uno sforzo condiviso per valorizzare nuovi modelli di umanesimo, capaci di superare l’individualismo degli ultimi decenni e di ricreare relazioni sociali solide”. Boncompagni aggiunge: “Bisognerà riscoprire nei fatti, insomma, un grande progetto collettivo di sviluppo, pragmatico e non ideologico, fondato sulla generosità più che sul profitto, che valorizzi il potenziale di capitale umano, di culture plurali e di innovazione tecnologica di cui l’Europa continua ad essere leader. Per riporre l’umanità e i suoi autentici bisogni al posto che le spetta, al centro di un progetto europeo ormai troppo scivolato su altro”.

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