Ucraina-Ue: Shevchuk, “vorrei fare questo appello: Europa sii unita, sii te stessa, sii cristiana!”

“Vorrei fare questo appello: Europa sii unita, sii te stessa, sii cristiana!”. A lanciarlo è Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica di Ucraina, al termine di un’intervista rilasciata oggi nella sede romana del Sir, in vista del momento di confronto e dialogo su “(Re)thinking Europe – Il contributo dei cristiani al futuro del progetto europeo” che si terrà in Vaticano dal 27 al 29 ottobre. “I populismi – dice Shevchuk – si vincono nel rispetto della dignità della persona umana, nell’impegno a lavorare per il bene comune, con la solidarietà e nella sussidiarietà. Solo quando capiremo che non possiamo parlare del bene comune se non ci prendiamo la responsabilità di costruirlo, se non capiamo che da ognuno di noi dipende tutto, solo allora potremo contrastare le nuove sfide che l’egoismo delle Nazioni ci presenta”. “L’Unione europea, così come era pensata dai suoi fondatori, era un progetto di pace”, ricorda il capo della Chiesa ucraina nell’intervista. Ed aggiunge: “I padri fondatori dell’Europa unita hanno fatto di tutto perché le guerre, gli scontri, gli odi e i nazionalismi estremi che avevano diviso il continente europeo, non ritornino più. Perciò l’Unione europea è un progetto di pace, non di odio, è un progetto di bene comune, non di bene privato, è un progetto di riconciliazione. E papa Giovanni Paolo II sapeva che una persona non può avere possibilità di vivere in una società pacificamente se non sana prima la sua memoria. Una nazione non può accettare il suo vicino, se non lo perdona. Il perdono è un balsamo. Il perdono, concesso e ricevuto, è un balsamo che è capace di sanare le ferite e purificare la memoria, costruire vie di riconciliazione”.

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