Pace in Colombia: mons. Castro al Sir, “gioia e grazia grande. Manca solo un piccolo passo”

“La Colombia ha sofferto 53 anni di guerra, ora siamo molto vicini alla pace. O meglio: siamo molto vicini a mettere fine alla guerra. Questo momento costituisce una gioia e una grazia grande. Per raggiungere il traguardo manca solo un passo: il referendum del 2 ottobre. La Colombia è di fronte ad un appuntamento con la storia, a uno spartiacque tra il prima della pace e il dopo. Il Paese può iniziare a cambiare, a risolvere i suoi problemi”. Lo afferma il presidente della Conferenza episcopale colombiana (Cec), mons. Luis Augusto Castro Quiroga, arcivescovo di Tunja, in un’intervista concessa al Sir alla vigilia della firma ufficiale del trattato di pace tra Governo e Farc (26 settembre) e del referendum confermativo sul trattato stesso (2 ottobre). Secondo mons. Castro è significativo che la conclusione positiva delle trattative avvenga in quest’anno giubilare: “La misericordia ha un ruolo importantissimo. Le vittime di questa guerra sono state accompagnate dalle istituzioni, ma in particolar modo dalla Chiesa. Abbiamo avviato percorsi di perdono e riconciliazione. Le persone sopravvissute al conflitto possono iniziare una storia nuova. E chi esce dalla guerriglia è il Figliol prodigo che torna a casa. Va accolto e reinserito nella società per un cammino positivo. O apriamo le porte, oppure queste persone rischiano di finire nella delinquenza comune o di tornare alla guerriglia”.

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