Colombia: i vescovi non faranno campagna elettorale per il sì o per il no al plebiscito sugli accordi di pace

La Conferenza episcopale colombiana in un comunicato emesso il 17 agosto precisa che i vescovi non stanno facendo alcun tipo di campagna elettorale per il Sì o per il No in occasione del futuro plebiscito sugli accordi di pace tra Governo e Farc, i cui negoziati sono in dirittura d’arrivo a L’Avana. Nel comunicato si ricorda che i vescovi, il mese scorso, in seguito alla loro assemblea plenaria, hanno chiesto ai colombiani di partecipare “alla consultazione sugli accordi dell’Avana in modo responsabile, con un voto informato e in coscienza, che esprima liberamente la loro opinione, come esercizio effettivo di democrazia e con il giusto rispetto per quello che deciderà la maggioranza”. Da qui la richiesta ai mezzi di comunicazione e ai leader dell’opinione pubblica “di evitare qualsiasi messaggio equivoco” riguardo alla posizione dell’episcopato.
Il comunicato non fa esempi concreti. Tuttavia non sono mancati in questi giorni articoli, come quello pubblicato dalla popolare rivista “La Semana”, nel quale si insinua che la battaglia contro l’introduzione dell’ideologia gender nelle scuole sia un modo per condurre occultamente la battaglia per il No al plebiscito.
D’altro canto, è sotto gli occhi di tutti l’impegno della Chiesa colombiana per la pace e la riconciliazione. Nel ribadire però la posizione di neutralità di fronte al referendum, mercoledì scorso il presidente della Conferenza episcopale colombiana, mons. Luis Augusto Castro Quiroga, in occasione della presentazione del suo libro sulla pace vista con gli occhi delle vittime ha puntualizzato: “È bene che questo libro sia letto dagli uni e dagli altri”, da chi è per il Sì e da chi è per il No, dato che “l’obiettivo della pace è nel cuore di molti colombiani, anche nel caso non siano tutti d’accordo con il processo di pace dell’Avana”.

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