Parrocchie aperte: mons. Calabrese (Genova), “in ascolto dei fedeli”

“Con le sue parole il Papa ci ha ricordato la gratuità, ossia che i sacerdoti e la chiesa nel suo complesso devono essere sempre disponibili”. Così monsignor Gianfranco Calabrese, direttore dell’Ufficio catechistico della diocesi di Genova, docente e parroco, ha commentato le parole del Papa sull’apertura delle chiese. “Io sono profondamente convinto che le nostre chiese debbano rimanere aperte – ha aggiunto – ma per fare questo è necessario formare laici preparati che possano avere anche responsabilità”. “La chiesa deve essere aperta – ha proseguito – perché è il luogo dell’incontro con Dio e, se è impossibile garantire sempre la presenza del sacerdote, dobbiamo fare sì che i laici preparati si possano mettere in ascolto dei fedeli, siano disponibili ad assistere le persone soprattutto di quanti hanno bisogno di essere ascoltati. La gente, infatti, ha tanto bisogno di essere ascoltata e lo stesso sacerdote fa un grande servizio se ha la capacità di mettersi in ascolto”. Monsignor Calabrese ha poi ipotizzato che il Santo Padre, pur parlando a tutta la Chiesa, pronunciando quelle parole possa avere avuto in mente “alcuni esempi diffusi soprattutto nel Nord Europa dove, a causa degli accordi con lo Stato, esiste il rischio concreto che la missione del sacerdote possa ridursi a quella di un semplice dipendente statale con orari e giorni fissi di lavoro”.

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