Parrocchie aperte: don Ramella (Sant’Andrea – Novara), “non abbiamo alternative”

“Non è certo la prima volta che Papa Francesco ci invita a tenere le porte aperte delle nostre chiese, non abbiamo alternativa o diventiamo razzisti”. Così don Franco Ramella, parroco di Sant’Andrea a Novara, una delle cinque parrocchie della diocesi che hanno aderito al progetto di Caritas “Rifugiato a casa mia”. “Per noi non è una novità accogliere persone che provengono da lontano. Era già avvenuto con la prima immigrazione di tunisini e marocchini”. Ora vivono in parrocchia un nigeriano e un camerunense a cui si aggiungono due ragazzi di 21 e 22 anni, di religione musulmana. “Due giovani splendidi – racconta il parroco –: una coppia della comunità li segue in particolare e li coinvolge. Così ci aiutano con piccole incombenze, come innaffiare i fiori”. Una chiesa aperta a tutte le lingue, ogni sera viene celebrata una messa in inglese in particolare per la comunità nigeriana, ma ovviamente non solo per loro. E se le porte della chiesa dedicata a Sant’Andrea, punto di riferimento per circa 5mila abitanti, non sono aperte 24 ore su 24, lo è invece la disponibilità di don Franco. “Io sono sempre in casa, cammino con difficoltà, tutti sanno come raggiungermi”.

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