Parrocchie aperte: don Di Re (Preziosissimo Sangue – Macerata), “presbiteri, diaconi, laici” dovrebbero rendersi “disponibili per aiutare il prossimo”

“Quando il Papa parla di ‘servitori’, si pensa sempre e solo a noi preti, ma, in realtà, il Santo Padre si rivolge ad ogni cristiano: presbiteri, diaconi e laici dovrebbero mettersi in azione per rendersi disponibili ad aiutare il prossimo”. La pensa così il giovane don Lorenzo Di Re, in servizio alla parrocchia del Preziosissimo Sangue, a Porto Recanati. Una realtà particolare, in cui le stagioni turistiche e l’attività ordinaria vanno gestite con sapiente equilibrio. “Annesso alla parrocchia, noi abbiamo l’oratorio e – aggiunge don Lorenzo – spesso accade che i genitori arrivino e ‘parcheggino’ i propri figli, esigendo, come qualcosa di scontato e dovuto, l’assistenza da parte nostra: questo però non va, e perciò ci sforziamo sempre di convincere le famiglie a darci una mano, coinvolgendole nel modo più adeguato e in maniera attiva in ciò che fanno i loro giovani”. Sulla questione degli orari, la scelta della comunità parrocchiale è chiara: “Eccezion fatta per il pranzo e la cena, durante i quali siamo costretti a chiudere per scongiurare eventuali furti, la chiesa rimane aperta”. Con una punta di rammarico, tuttavia, come dichiara lo stesso sacerdote, che nota come “nel corso degli anni è fortemente calato il numero delle persone che vengono per pregare e di coloro che cercano un confessore: oggi la gente vuole essere cercata, e non si può fare a meno di ‘uscire’ dalla parrocchia per andare in giro e parlare con chi ne ha bisogno”.

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