Parrocchie aperte: diacono Ceccoli (San Marino-Montefeltro), “noi operatori dobbiamo tenere sempre desta l’attenzione”

“L’accoglienza è un aspetto che appartiene alla Chiesa, fa parte della sua stessa natura. Il Papa ci ha spronato ancora una volta con il suo invito a tenere le parrocchie aperte e su questo aspetto noi operatori dobbiamo tenere sempre desta l’attenzione”. A parlare è il diacono Giovanni Ceccoli, direttore della Caritas della diocesi di San Marino-Montefeltro che collabora con le parrocchie per l’accoglienza ai profughi. “A San Marino, nella parrocchia di Borgo Maggiore, come Caritas stiamo portando avanti un progetto di accoglienza a favore di un profugo africano proveniente dal Gambia. Si tratta di seconda accoglienza, veniva dalla Papa Giovanni XXIII e siccome si trattava di un minore non accompagnato lo abbiamo accolto noi”. Un’esperienza che ha incontrato il favore non solo delle istituzioni locali ma anche della popolazione che “si è resa disponibile per aiutarlo. Molti insegnanti si sono fatti avanti e così il ragazzo ogni mattina frequenta corsi di italiano e matematica”. La parrocchia è in attesa di ospitare, attraverso il corridoio umanitario una famiglia siriana. E anche nel piccolo paese di Secchiano, in comune di Novafeltria, la casa di prima accoglienza della Caritas ospita immigrati in difficoltà. “Ci stiamo indirizzando verso la strada che il Santo Padre ci ha indicato. Una strada non sempre facile, a volte tortuosa. Ma il suo stimolo al dialogo, ad avere un cuore aperto ci trasmette forza. È un argomento che trattiamo spesso anche nei nostri vicariati, dove siamo tutti concordi nel ritenere la strada dell’accoglienza l’unica percorribile di fronte al fenomeno dell’immigrazione”.

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