Parrocchie aperte: diacono Agagliati (Madonna della Divina Provvidenza – Torino), “essere pronti di fronte a richieste di chi bussa alla nostra porta”

“Un diacono da cortile”, così si definisce Giorgio Agagliati, sposo e padre torinese. C’era anche lui nel sagrato di San Pietro quando Papa Francesco ha esortato a tenere le parrocchie aperte. “Mi colpiscono sempre le sue omelie, ci insegna che non occorrono molte parole, si può essere brevi e incisivi”. In merito all’invito sottolinea: “È stata una frase a effetto quella sugli orari, ma credo che ci inviti soprattutto a non essere schiavi dei nostri programmi, bisogna essere pronti a cambiarli davanti alle urgenze e alle richieste di chi bussa alla nostra porta. Per me questo significa sia quando sono in parrocchia, ma anche sul posto di lavoro, tra gli amici. Si è diaconi 24 ore al giorno sette giorni su sette”. Inoltre, “il Papa ci ha invitati a non essere dei burocrati, è quello che viviamo nella mia parrocchia, Madonna della Divina Provvidenza”. Agagliati si occupa in particolare dell’oratorio, lavora con i ragazzi. “Con gli animatori si è costruito un bel rapporto, considerano l’oratorio come casa al punto che hanno scelto di ritrovarsi a studiare qui anche quando non sono impegnati nell’azione educativa”. Porte aperte della parrocchia qui è già una realtà, “la chiesa è aperta il più possibile e sempre con almeno una persona che accoglie”. Accogliere è anche l’imperativo del parroco don Sergio Baravalle. “Da tempo – racconta Agagliati – nei mesi più freddi il parroco dona ospitalità nella sua casa ad alcune persone senza fissa dimora e li segue nelle loro necessità primarie come le visite mediche”.

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