Maresciallo Mirarchi: mons. Marcianò (ordinario militare), “Silvio è stato disposto a morire per i giusti e per gli empi”

“Se non è facile accettare la morte dei nostri cari, meno ancora lo è per un omicidio, per un delitto vile ed efferato”: con queste parole monsignor Santo Marcianò, ha iniziato la sua omelia per le esequie del maresciallo dei carabinieri Silvio Mirarchi, a Marsala. L’ordinario militare ha definito il maresciallo Mirarchi “una purezza di cuore tradotta in integrità e fedeltà” sottolineando l’impegno del militare “nei delicati compiti portati avanti con eccellenti risultati, che lo facevano appieno carabiniere; negli affetti familiari, solidi e fondamentali, che lo hanno fatto uomo fino in fondo” e “nel suo cammino di fede, sorgente di quella prontezza nel dare la vita che, per tanti carabinieri e tanti militari, riconosce non solo l’eroismo ma l’oblatività di una spinta trascendente”. Monsignor Marcianò ha quindi spiegato che “Silvio è stato disposto a morire. A morire per i giusti; perché tanti giusti, tanti innocenti, soprattutto tanti giovani e ragazzi, fossero protetti dai lacci di quei mercanti di morte che si assicurano il guadagno seminando devastazione nei cervelli e nelle vite di tanti con il commercio delle droghe”, ma è stato pronto a morire anche “per gli empi; a farsi uccidere per assicurare questi mercanti di morte alla giustizia e alla possibilità di recupero e redenzione”. Era “questa la sua ultima missione parte della sua identità profonda di carabiniere, ma anche del suo essere uomo giusto e padre”.

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