Diocesi: mons. Di Donna (Acerra), “non abbiate paura di sognare in grande” assumendo “più responsabilità per il bene e i bisogni di tutti”

“Non abbiate paura di sognare in grande, superando strumentalizzazioni di parte e beghe locali. Aprite un vero dialogo rispettoso, intelligente e premuroso, un dibattito serio su programmi e progetti ambiziosi e di grandi prospettive, capaci di contrastare i mali che ci affliggono e valorizzare sempre meglio la nostra bella città. Acerra lo merita”. Il vescovo Antonio Di Donna ha colto l’occasione della festa dei santi patroni, Cuono e figlio, per chiedere un impegno forte a politici e cittadini ed esortare ancora una volta gli acerrani “a prendere in mano il destino della città”. Anche in vista del cammino – “già iniziato ormai”, ha detto Di Donna – che porterà alla competizione elettorale del 2017 per il rinnovo dell’amministrazione comunale. La festa dei patroni cade il 29 maggio, ma per la coincidenza con il Corpus Domini quest’anno è stata spostata a oggi, 4 giugno. Come da tradizione, il presule ha lanciato “un messaggio di speranza” alla città, “oltre il folklore”, per una “progettualità” seria e forte, superando “l’arte di arrangiarsi” e in vista di un vero “sviluppo”. In questo sono di esempio i santi Cuono e figlio.
“Il cuore di Cuono – ha evidenziato Di Donna – indica responsabilità, progettualità per il bene comune”, perché “per sognare in grande” serve “più responsabilità per il bene e i bisogni di tutti”. Per il presule, tutti devono “fare la propria parte” per combattere il “dramma umano ambientale”, per il quale “ad Acerra i giovani continuano a morire”. Il vescovo Di Donna ha invitato poi a partecipare alla terza assemblea annuale che la diocesi vivrà il prossimo 16 giugno in cattedrale, “per non dimenticare” e “mantenere alta la vigilanza” sulla “grave questione ambientale”. Senza dimenticare la “cronica mancanza di lavoro”, lo “spaccio della droga, il racket e il degrado”, “la mancanza di sicurezza”, la “piaga sociale dell’azzardo”, con “la nostra città invasa da sale scommesse che nascondono le slot affinché i minorenni che giocano non siano scoperti. Chi sarà in grado di resistere alle pressioni delle lobby e contrastare il gigantesco e ipocrita affare del gioco d’azzardo?” si è ancora domandato il presule.

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