Cattolici-luterani: Mazza (Vita pastorale), su intercomunione “per il Papa la tradizione è la base della dottrina delle Chiesa”

“È compito dei diretti interessati decidere la soluzione”. Questa la risposta di Papa Francesco, durante la sua visita lo scorso 15 novembre alla Chiesa evangelica luterana, alla domanda di una signora luterana sposata con un cattolico, che sentiva il problema di non poter partecipare alla liturgia eucaristica insieme con il marito. Parte da qui l’articolo di Enrico Mazza, pubblicato sul numero di giugno di “Vita Pastorale” e intitolato “A messa con i luterani?”. In vista dei 500 anni della riforma, Mazza spiega che con la sua risposta il Papa “ha trasferito il problema dal piano dottrinale al piano pratico – ossia al piano morale – ove è la coscienza del singolo individuo a decidere, in quanto norma prossima di moralità, fermo restando che la dottrina è, e resta, la norma remota di moralità” e ha posto alcuni principi che sono dei “veri e propri capisaldi per la dottrina”. Anzitutto per la dottrina sull’ecumenismo, quando “ha ricordato e sottolineato con forza che il battesimo è unico per tutti i cristiani” e che quindi l’unità data dal battesimo “è un’unità reale, un’unità vera e propria che è già operante”. Ma soprattutto “è entrato nel merito della dottrina eucaristica” con questa frase: “Io penso che il Signore ci ha detto quando ha dato questo mandato: ‘Fate questo in memoria di me’. E quando condividiamo la cena del Signore, ricordiamo e imitiamo, facciamo la stessa cosa che ha fatto il Signore Gesù”. “Ciò che impedisce la celebrazione comune dell’eucaristia tra luterani e cattolici, è la diversa dottrina sulla cosiddetta ‘presenza reale'”. I cattolici accettano la transustanziazione, i luterani no. Dopo avere analizzato la dottrina classica che ha il suo massimo esponente in Tommaso d’Aquino, Mazza conclude: fondandosi sulle parole “Fate questo in memoria di me” come “mandato di reiterazione e, quindi, come fondamento della celebrazione tanto dell’’eucaristia’ quanto della ‘Santa cena’”, Papa Francesco “ha preso come fondamento la tradizione che, come afferma sempre la teologia cattolica, è la base stessa della dottrina della Chiesa”.

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