Pace in Colombia: La Bella (S.Egidio), “l’accordo è un passo irreversibile”, “il vero cammino inizia ora”

“L’accordo della scorsa settimana è davvero importante, un passo irreversibile. A dimostrazione di questo, molti colombiani hanno gioito, sono scesi spontaneamente in piazza. Mi pare che le grandi questioni siano state risolte, ora si lavora sugli ultimi dettagli”. Così lo storico Gianni La Bella, che per conto della Comunità di S. Egidio sta seguendo la trattativa tra Governo colombiano e guerriglia, commenta l’accordo per il cessate-il-fuoco bilaterale raggiunto la scorsa settimana a L’Avana. La Bella fa notare che la trattativa ha goduto dell’appoggio corale dell’intera comunità internazionale. Resta nel Paese una forte parte di opinione pubblica perplessa o addirittura contraria. “Ma ora avverto un cambiamento di clima nella società – prosegue La Bella -. Quanto al plebiscito, mi sembra difficile che dopo cinquant’anni il popolo dica no alla pace e sì alla guerra”. Piuttosto la vera sfida è un’altra, per La Bella: “Io guardo già oltre la firma del trattato. La stampa enfatizza i momenti formali della trattativa. Ma il vero cammino di pace, quella che si deve costruire insieme, inizia ora”. Non basta insomma una firma, devono cambiare i cuori. Ma per far questo “servono progetti, risorse economiche. La pace ha bisogno di un’implementazione pratica. Finora ad esempio pochi aiuti sono arrivati dall’Europa e nessuno dall’Italia”. La Bella porta l’esempio di chi esce dalla guerriglia: “Da una parte i membri delle Farc saranno concentrati in una ventina di punti del Paese, per evitare rappresaglie e garantire la loro incolumità. Ma dopo? Ci sono persone che sanno solo fare la guerra, sono nate e vissute nelle foreste, sono lì da 30 o 40 anni. Servono progetti di reinserimento”. Da questo punto di vista, per il rappresentante della Sant’Egidio, resta centrale il ruolo della Chiesa: “Può sembrare da fuori che ci sia una certa timidezza, in realtà finora c’è stata la paura che la trattativa saltasse ancora una volta, che la guerriglia non facesse sul serio. In realtà l’azione della Chiesa colombiana in questi mesi è stata decisiva nell’opera di convinzione delle associazioni dei parenti delle vittime”. Molte le iniziative proposte dall’apposito Ufficio per la riconciliazione e la pace costituito in seno alla Conferenza episcopale. “Decisivo poi – conclude la Bella – lo stimolo di papa Francesco, che vuole venire in Colombia il prossimo anno visitando un Paese pacificato”.

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