Parrocchie aperte: don Sicari (S. Maria degli Angeli – Mileto-Nicotera-Tropea), “richiamo quanto mai forte e attuale”

“Come sempre sono molto concrete e attuali le parole di Papa Francesco quando si rivolge a noi sacerdoti, spronandoci a vivere radicalmente il nostro ministero e costringendoci a ripensarlo evangelicamente. Anche le parole di domenica scorsa, in occasione del giubileo dei diaconi, vanno in questa linea. Il richiamo a un servizio che non sia ad orario è quanto mai forte e attuale”. A parlare al Sir è don Francesco Sicari, parrocchia a S. Maria degli Angeli a Paravati (diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea). Spesso – aggiunge – la gente “pensa a noi come funzionari che timbrano il cartellino e terminate le funzioni chiudono le porte della chiesa; la gente ha bisogno di poterci trovare. Dalla mia esperienza di parroco, posso affermare che stare in mezzo alla gente è davvero qualcosa di entusiasmante e rendersi disponibile nell’ufficio parrocchiale per ogni esigenza rende il tuo ministero molto fruttuoso e fecondo”. Nella parrocchia di Paravati, che conta tremila abitanti, le porte della chiesa sono sempre aperte. La mattina dopo la messa la chiesa rimane aperta fino a mezzogiorno e poi riapre nel pomeriggio. La gente quando passa davanti alla “sua chiesa deve sentire forte il richiamo di Dio che li sta aspettando per donargli il suo amore misericordioso. E se le porte sono chiuse ciò non avverrà”, evidenzia don Sicari: “I fedeli della mia parrocchia sanno di poter contare sulla presenza del viceparroco a tempo pieno, perché abita nella piccola canonica e quindi a qualunque ora, come lui stesso racconta, suonano al citofono per parlare e per qualunque esigenza e anche per lasciare un piccolo dono come segno di attenzione. La presenza mia invece non è a tempo pieno, in quanto abito al seminario, ma è certamente significativa soprattutto nelle ore pomeridiane e fino ad orari serali inoltrati. La facilità oggi poi di essere raggiunti telefonicamente e i contatti che si creano quotidianamente con i social network sono importanti per dire la presenza e la vicinanza a tutti. Saper gestire il proprio tempo è una sfida per ogni sacerdote, per cercare di avere del tempo per sé che è fondamentale e non trascurare la comunità”. Per don Sicari le persone hanno bisogno di vedere il prete in mezzo a loro, che passeggia nelle strade, che saluta chi incontra… “un pastore in mezzo al gregge. È questo il segreto per conoscere meglio il territorio e i bisogni della comunità e nello stesso permette alla gente di conoscere meglio il proprio sacerdote”. Il sacerdote ricorda le parole del venerabile don Francesco Mottola che parlava del sacerdote come “un uomo mangiato”: ogni parroco “dovrebbe essere metaforicamente ‘mangiato’ dalla sua gente”.

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