Parrocchie aperte: don Loiacono (Sant’Ippolito – Oppido Mamertina-Palmi), “un monito per non ridurre il ministero a un mestiere”

Le parole di Papa Francesco di domenica scorsa sono “un forte monito rivolto a noi sacerdoti affinché il nostro ministero non si riduca a un mestiere caratterizzato da orari e da abitudini religiose, ormai consolidate”. Lo dice don Domenico Loiacono, vicario nella parrocchia Sant’Ippolito Martire, a Gioia Tauro (Rc) sottolineando che “purtroppo un prete corre questo rischio: crearsi una giornata-standard, con qualche eventuale variazione sempre dovuta a impegni previsti dall’agenda pastorale, e non aprirsi alle imprevedibili sorprese di Dio”. Nella ancora breve esperienza ministeriale don Loiacono ha potuto costatare come invece “molto spesso i nostri fedeli ricevono il dono di un profondo incontro con il Signore Gesù proprio attraverso colloqui con il sacerdote, apparentemente imprevisti e casuali, ma che in realtà sono frutto della Provvidenza”. Nelle sue parole Papa Francesco ha fatto appello “al senso di oblatività specifico della spiritualità cristiana, che per un prete – spiega il sacerdote della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi – si traduce in una carità pastorale senza condizioni. Quando un parroco, invece, rende la sua vita comoda non può mai intercettare i bisogni reali dei suoi parrocchiani”. Soprattutto oggi, “in un contesto sociale che non favorisce l’ascolto amorevole delle persone, i nostri fedeli – conclude – hanno bisogno di sapere che il loro sacerdote è sempre a disposizione per aiutarli spiritualmente e materialmente ad affrontare con l’aiuto di Dio gli eventi lieti e tristi della vita”.

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