Cile: mons. Agurto (Ancud), “nessuna elemosina per affrontare la crisi” ma “il giusto aiuto di tutto il popolo”

“Solidarietà ai piccoli pescatori artigianali che soffrono questa situazione assieme alle loro famiglie. A questi fratelli si sommano i numerosi lavoratori che hanno perso il loro lavoro presso imprese di lavorazione dei frutti di mare e dei salmoni”. È quella espressa da monsignor Juan María Agurto, vescovo di Ancud, congiuntamente al clero diocesano in merito alla “marea rossa” che sta uccidendo il mare in Cile. Fino a una decina di giorni fa, Ancud è stata teatro di numerose manifestazioni. Una paralisi “giusta e necessaria”, secondo il vescovo, vista la mancanza di soluzioni adeguate da parte delle autorità locali e nazionali: “Dobbiamo riconoscere che sono state giornate sofferte e faticose, ma ammirevoli, perché le manifestazioni si sono svolte in modo pacifico, non violento e partecipativo”. Sono stati ottenuti dei risultati, in termini di indennizzi, però “quello che oggi si chiede non è una elemosina per affrontare la crisi, ma il giusto aiuto di tutto il popolo cileno”.

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