Cardinale Menichelli: a Tv2000, “dimenticare i piani pastorali e assumere uno stile pastorale”

“Dobbiamo dimenticare i piani pastorali, pur necessari, e assumere uno stile pastorale”. Lo ha detto oggi pomeriggio l’arcivescovo di Ancona-Osimo, il cardinale Edoardo Menichelli, nel corso del “Diario di Papa Francesco” trasmesso da Tv2000. Dialogando con il conduttore Gennaro Ferrara e il giornalista Marco Burini, il cardinale Menichelli ha sottolineato che “il piano pastorale t’imbottiglia, toglie il cuore e devi solo fare”. “Lo stile invece ti fa vicine le persone e ti fa convertire”, ha proseguito l’arcivescovo, per il quale “la medicina contro la mondanità spirituale, come la chiama il Papa, è una sola: farsi rovistare dentro dallo Spirito di Dio”. “Noi sacerdoti – ha proseguito – l’80% del tempo lo dedichiamo alle persone che vengono e ciò che resta è dedicato ai ‘lontani’. Il problema è che dovremmo invertire questa tendenza”. “È tutto il contrario di quello che fa il Buon Pastore”, ha osservato l’arcivescovo, spiegando che “per questo come Conferenza episcopale italiana abbiamo cominciato a parlare della riforma del clero. Prima di essere apostolo bisogna essere discepolo. Senza essere discepolo non si potrà mai essere ministri del sacro”. In questo progetto di riforma, ha evidenziato il cardinale Menichelli, “due sono gli elementi necessari e indispensabili”. “Da una parte la formazione dell’uomo perché senza una forte personalità umana tutto si complica. Un uomo capace di sentimenti e passioni”. “Dall’altra parte – ha aggiunto – la questione evangelica e il rapporto con Gesù Cristo”. “Questi sono i due punti fondamentali su cui stiamo lavorando”, ha rivelato l’arcivescovo, secondo cui “speriamo di poter offrire a breve qualcosa di più concreto”. “Ma questa fatica – ha osservato – deve essere condivisa. Noi vescovi ci siamo soffermati molto sull’essere padri e l’esercizio della nostra paternità. Siamo in una fase di dialogo e sguardo complessivo”. Rispondendo ad una domanda di Burini, il cardinale Menichelli ha affermato che “se ‘domani’ dovessi entrare in Conclave chiederei allo Spirito Santo di renderci obbedienti alla sua volontà. Siamo andati avanti con troppe regole e – ha concluso – forse abbiamo imprigionato lo Spirito”.

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