Web: Sereni (Acli.it), “non tutto ciò che chiamiamo ‘popolo’ lo è veramente”

“I dati di Google relativi alla parola ‘popolo’ dicono che, tra gli argomenti e le ‘query’ (le frasi o le parole che digitiamo nella finestra del motore di ricerca), vince ‘Piazza del Popolo’, una delle bellezze di Roma per cittadini e turisti, ma anche una delle location più tradizionali della vita politica della Capitale”. Lo scrive Simone Sereni (web content e social media editor Acli.it) nella rubrica Megatrend pubblicata dal Copercom, in vista delle elezioni amministrative. “Sempre nell’alveo popolo-politica tra le query maggiormente digitate e di tendenza in questo mese anche ‘popolo della famiglia’: in vista delle elezioni è evidente che molti – cattolici e non – cercano di capire e conoscere meglio la nuova formazione nata a Roma, al Circo Massimo, in occasione del Family Day, e aggregatasi intorno alla opposizione alla legge sulle unioni civili”. Ma “la query di grande tendenza che ha conquistato il mio interesse è stata ‘popolo unico’”: Sereni confessa di non aver “capito bene quale sia l’intento più generale di questo movimento un po’ anarcoide, diciamo, ultra-grillino. Fatto sta che molti si informano in merito; che uno degli effetti potenziali di chi segue le loro proposte è intasare gli uffici delle pubbliche amministrazioni con richieste di cancellazione dei propri dati dall’anagrafe (per diventare ‘legali rappresentanti’ di se stessi); e che, in buona sostanza, lo scopo pare sia evitare di pagare debiti e tasse, con esiti tutti da dimostrare”. In chiusura della rassegna, Sereni ricorda che “popolo” è “una delle parole più usate e amate anche da Papa Francesco. Non a caso ricorre più di 100 volte in Evangelii gaudium, che possiamo considerare il suo programma. È il popolo di Dio, nel senso del Concilio Vaticano II, che implica un’idea di integrazione, non di esclusività o separazione”.

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