Papa Francesco: a Giubileo sacerdoti (Santa Maria Maggiore), “la misericordia non ci fa il photoshop”. “Un sacerdote che si rende impermeabile agli sguardi è chiuso in se stesso”

“La misericordia non ci ‘dipinge’ dall’esterno una faccia da buoni, non ci fa il photoshop, ma con i medesimi fili delle nostre miserie e dei nostri peccati, intessuti con amore di Padre, ci tesse in modo tale che la nostra anima si rinnova recuperando la sua vera immagine, quella di Gesù.”. Lo ha detto Papa Francesco nella seconda meditazione del ritiro dei sacerdoti riuniti nella basilica di Santa Maria Maggiore per il loro Giubileo. Parlando di Maria che “osserva ‘tessendo’”, il Papa ha richiamato la figura della Guadalupana nella tilma di Juan Diego e ha chiesto ai sacerdoti di non lasciarsi “prendere dalla vana ricerca di cambiare popolo” per la quale “una nostra tentazione – ha detto – è quella di chiedere al vescovo di trasferirci”. “No”, ha proseguito il Papa che poi ha parlato di Maria che “osserva con attenzione, come una madre quando è tutta occhi per il suo figlioletto che le racconta qualcosa”. “Tocca a noi – ha continuato – non renderci impermeabili a tali sguardi” perché “un sacerdote che si rende impermeabile agli sguardi è chiuso in se stesso”. Inoltre, “se non sei capace di custodire il volto degli uomini che ti bussano alla porta non sarai capaci di parlare loro di Dio”. Anche perché, è il monito del Papa, “se non decifriamo le loro sofferenze, se non ci rendiamo conto delle loro necessità, nulla potremo offrire loro”. In un mondo che “ci osserva con attenzione ma per ‘divorarci’, per trasformarci in consumatori”, per il Papa, “abbiamo bisogno di essere guardati con attenzione, con interesse gratuito”. Infine, ha osservato Francesco, “Maria guarda in modo ‘integro’, unendo tutto, il nostro passato, il presente e il futuro”. “Se nella nostra vita c’è un po’ di ‘vino buono’ – ha sottolineato – non è per merito nostro, ma per la sua ‘anticipata misericordia’, quella che lei già canta nel Magníficat”. Per questo, “la lettura che compie Maria è quella della storia come misericordia”. “Lasciatevi guardare dalla Madonna”, facciamoci “prendere per mano”, “aggrappiamoci al suo manto”: questo l’invito del Papa, che ha ricordato l’immagine regalatagli da Rupnik che ha nel suo studio: “Maria fa scendere Gesù e le mani sono come scalini. Quello che mi piace di più è che Gesù in una mano ha la pienezza della legge e con l’altra si aggrappa al manto della Madonna”. Il Papa ha invitato a “non avere vergogna a stare sotto il manto della Madonna, stare lì, lasciarsi coprire, guardare e piangere”. “Quando troviamo un prete capace di questo, possiamo dire: ‘è un buon prete’. Perché è un buon figlio, sarà un buon padre”.

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